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Il nemico esterno
Il lettore Murali, un indiano, racconta la storia di una ragazza che decise di salire fino alla cima di una montagna per andare a trovare sua nonna. La pioggia veniva giù a catinelle, soffiava un vento freddo e i tuoni uno dopo l’altro.
Quando ormai stava quasi per arrivare a destinazione, sentì qualcosa che le sfiorava i piedi. Nel volgere lo sguardo in basso, vide che era un serpente.
- Sto quasi per morire – le disse il serpente. – Fa molto freddo e non c’è niente da mangiare su questa montagna, ti prego, proteggimi! Mettimi sotto la tua giacca, salvami la vita, e io sarò il tuo migliore amico.
Malgrado la tempesta, la giovane si fermò e si mise a riflettere. Guardando la pelle dorata e verde del serpente, si disse che non aveva mai visto niente di così bello. Pensò a quanto sarebbero stati invidiosi i suoi compagni di classe quando si fosse presentata con un serpente che l’avrebbe difesa da tutto. Alla fine disse:
-D’accordo. Io ti salverò, perchè tutti gli esseri viventi meritano affetto.
Il serpente divenne amico della giovane, le servì per spaventare le persone aggressive a scuola e le fece compagnia nei giorni solitari. Finché una sera, mentre lei stava facendo i compiti a casa, sentì un dolore acuto al piede destro. Guardando in basso, si accorse che
il serpente l’aveva morsa.
- Sei velenoso! – urlò. – Adesso morirò!
Il serpente non disse niente.
- Perché mi hai fatto questo? Io ti ho salvato la vita!
- Quel giorno, quando ti sei chinata per salvarmi, lo sapevi che io ero un serpente, non è vero?
E, lentamente, strisciò fuori.
Il nemico interno
Nasrudin vide un uomo seduto sul ciglio di una strada, con un’aria terribilmente desolata.
- Che cosa vi preoccupa? – gli domandò.
- Fratello mio, non c’è niente di interessante nella mia vita. Possiedo denaro sufficiente per non aver bisogno di lavorare, e stavo viaggiando per vedere se c’era qualcosa che mi incuriosiva nel mondo. Invece, tutte le persone che ho incontrato non hanno niente di nuovo da dirmi, e riescono solo ad aumentare il mio tedio.
“Insomma, posso affermare senza alcun timore che, malgrado tutto ciò che ho fatto, non sono riuscito a trovare la pace che cercavo. Mi sono trasformato nel mio peggior nemico”.
Immediatamente, Nasrudin afferrò la valigia dell’uomo e si mise a correre lungo la strada. Siccome conosceva la zona, riuscì a distanziarlo rapidamente, imboccando delle scorciatoie tra i campi e le colline.
Quando si ritenne abbastanza lontano, riposò la valigia in mezzo alla strada su cui sarebbe passato il viaggiatore e si nascose dietro una roccia. Mezz’ora dopo comparve l’uomo, che si sentiva più miserabile che mai, proprio a causa del ladro che aveva incontrato.
Appena vide la valigia, corse a raggiungerla e l’aprì, ansimante. Nel vedere che tutto il suo contenuto era intatto, alzò gli occhi al cielo pieno di gioia e ringraziò il Signore per la vita.
“Certe persone intendono il sapore della felicità solo quando riescono a perderla”, pensò Nasrudin, assistendo alla scena.
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